Da Patù ad Altamura: la reliquia di San Giovanni Battista al centro della nuova ricerca storica e archeologica.
La reliquia di San Giovanni Battista ad Altamura è al centro di una nuova ricerca. Lo studio collega la città murgiana al Salento e alle grandi vie europee dei pellegrini.
Secondo la ricostruzione dell’archeologo Valentino Nizzo, la reliquia custodita ad Altamura avrebbe origini molto lontane. I documenti permettono infatti di collegarla a una reliquia attestata nel Cinquecento nel territorio di Patù e del Capo di Leuca.
La scoperta potrebbe aprire un nuovo capitolo della storia di Altamura. Gli studiosi potranno approfondire la provenienza della reliquia e ricostruire il suo arrivo in città. La ricerca potrebbe inoltre chiarire gli antichi rapporti culturali e religiosi tra la Murgia e altre zone della Puglia e dell’Europa.
La reliquia di San Giovanni Battista ad Altamura
La ricerca è stata presentata il 5 ottobre nella sede di Lecce della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio. L’incontro ha concluso la seconda campagna di scavi nel sito di Vereto, a Patù. Le attività rientrano nel progetto DiscoVereto.
Valentino Nizzo ha illustrato i risultati della ricerca. È professore di Etruscologia e Archeologia dell’Italia preromana all’Università di Napoli L’Orientale. Inoltre, dirige scientificamente il progetto DiscoVereto.
Tra gli elementi più interessanti dell’indagine emerge proprio il collegamento con Altamura.
Secondo la ricostruzione, la reliquia di San Giovanni Battista custodita nella città murgiana corrisponderebbe a quella documentata nel Cinquecento nel territorio di Patù e Leuca.
A questo punto nasce una domanda importante: come è arrivata la reliquia dal Salento fino ad Altamura?
Le prossime ricerche potrebbero fornire nuove risposte.
Da Patù ad Altamura: il possibile viaggio della reliquia
Il percorso della reliquia apre uno scenario che supera i confini della storia locale.
Altamura e Patù diventano due punti di una vicenda molto più ampia. Religione, pellegrinaggi e tradizioni cavalleresche si intrecciano in un percorso lungo diversi secoli.
Inoltre, la ricerca guarda alle grandi direttrici europee percorse dai pellegrini. Tra queste troviamo la Via Francigena e il Cammino di Santiago. I collegamenti arrivano così fino alla Francia e alla Spagna.
In questo contesto trovano spazio anche le tradizioni medievali legate a Carlo Magno e Orlando. Per secoli, queste storie hanno alimentato racconti e leggende in diverse regioni europee.
La presenza della reliquia ad Altamura assume quindi un valore particolare. Potrebbe testimoniare collegamenti culturali e religiosi molto più vasti rispetto alla sola dimensione locale.
Il mistero della Centopietre di Patù
La ricerca riguarda anche la Centopietre di Patù, uno dei monumenti storici più conosciuti del Salento. Lo Stato italiano la riconobbe monumento nazionale nel 1875.
Per molto tempo gli studiosi considerarono la Centopietre una costruzione megalitica, preellenica o messapica. Studi successivi hanno invece indicato un’origine medievale.
Restano comunque diversi interrogativi. In particolare, gli studiosi cercano ancora di definire con precisione la cronologia e la funzione originaria del monumento.
Alla Centopietre è legata anche la misteriosa figura di Siminiano.
Secondo la tradizione, il cavaliere morì combattendo al fianco di Carlo Magno contro i Mori. In seguito, secondo la leggenda, trovò sepoltura proprio nella Centopietre.
La nuova ricerca inserisce questa tradizione in un contesto più ampio. Le leggende cavalleresche, infatti, circolarono in Europa soprattutto tra Medioevo e Rinascimento.
Vereto e le nuove scoperte archeologiche
Il progetto DiscoVereto studia l’antica Vereto e il suo approdo di San Gregorio.
Vereto rappresentò uno dei principali centri messapici del Salento. La sua posizione nel Capo di Leuca favoriva inoltre i collegamenti con il Mediterraneo.
Le campagne archeologiche stanno ricostruendo la lunga storia dell’insediamento.
Gli archeologi hanno individuato testimonianze delle fasi romane e tardoantiche. Negli strati più profondi sono emersi anche materiali dell’età messapica, dell’età arcaica e della prima età del Ferro.
Alcuni indizi potrebbero indicare frequentazioni ancora più antiche.
Il progetto dedica grande attenzione anche alla divulgazione. Visite, incontri e attività con le scuole hanno permesso al pubblico di conoscere direttamente il lavoro degli archeologi.
Altamura entra in una storia europea
Il collegamento con la reliquia di San Giovanni Battista ad Altamura rappresenta uno degli aspetti più affascinanti della ricerca.
Se nuovi studi confermeranno questa ricostruzione, la reliquia acquisterà un significato ancora più ampio. Non rappresenterebbe soltanto una testimonianza della devozione religiosa locale.
Potrebbe diventare anche una prova materiale dei rapporti che, nei secoli, hanno collegato territori molto lontani.
Patù, Leuca, Vereto e Altamura diventano così parti di uno stesso percorso storico. La vicenda parte dal Salento, raggiunge la Murgia e si inserisce nelle grandi rotte culturali e religiose europee.
Nuove ricerche sulla storia di Altamura
Quello presentato a Lecce rappresenta un primo risultato. Gli studiosi continueranno ad approfondire le nuove acquisizioni.
I risultati confluiranno nelle pubblicazioni dedicate al progetto DiscoVereto. È prevista anche una monografia sulla Centopietre, sulla reliquia e sulla tradizione di Siminiano.
Per Altamura si apre quindi una prospettiva particolarmente interessante.
Le prossime ricerche potrebbero chiarire quando la reliquia arrivò in città. Potrebbero inoltre ricostruire il percorso seguito e le ragioni della sua presenza ad Altamura.
Una reliquia custodita nella Murgia diventa così il punto di partenza di una storia lunga secoli. Una storia che unisce Altamura al Salento, al Mediterraneo e all’Europa dei pellegrini.
