La manifestazione degli studenti a Bari durante lo sciopero generale per chiedere maggiori investimenti nell'istruzione e nei servizi.
Centinaia di studenti sono scesi in piazza a Bari per chiedere maggiori investimenti nell’istruzione e nel diritto allo studio. La protesta si è svolta durante lo sciopero generale indetto dai sindacati di base, che ha coinvolto anche lavoratori e giovani ricercatori.
Il corteo è partito da piazza Umberto. Tra le principali richieste figurano il contrasto al carovita, il sostegno agli universitari e la riduzione dei costi per affitti e trasporti.
Bari, studenti contro il caro-vita e i tagli all’istruzione
Alla manifestazione hanno partecipato universitari, studenti delle scuole superiori, ricercatori e giovani lavoratori.
Gennaro Cifinnelli, presidente di Zona Franka, ha denunciato le difficoltà economiche che pesano sulle nuove generazioni. Secondo gli organizzatori, i costi della scuola e dell’università sono diventati sempre più difficili da sostenere.
Gli studenti chiedono quindi riforme profonde e nuovi investimenti nella ricerca, nell’istruzione e nel mondo del lavoro.
La protesta contro le spese militari
Nel corso della manifestazione è arrivata anche una critica alle priorità della spesa pubblica.
Francesco Catalano, coordinatore dell’Unione degli universitari di Bari, ha contestato le risorse destinate agli armamenti. Gli studenti chiedono maggiori finanziamenti per borse di studio e servizi universitari.
Tra le proposte c’è anche l’introduzione di un biglietto unico regionale per il trasporto pubblico.
Scuole e trasporti, gli studenti chiedono risposte
Ilaria Corriero, responsabile organizzativa dell’Unione degli studenti di Bari, ha richiamato l’attenzione sulle condizioni degli edifici scolastici e sulle difficoltà dei trasporti.
I manifestanti chiedono scuole più sicure, servizi efficienti e maggiore attenzione alle esigenze degli studenti.
La mobilitazione barese si inserisce così in una protesta più ampia contro il carovita e le difficoltà economiche delle giovani generazioni. Il messaggio lanciato dalla piazza è chiaro: più risorse per l’istruzione, il lavoro e il futuro dei giovani.
