Miulli, stop ai ricoveri programmati per i pazienti lucani dopo l’esaurimento del budget destinato alla mobilità sanitaria.
Lo stop ai ricoveri dei pazienti lucani al Miulli di Acquaviva delle Fonti apre un problema sanitario tra Puglia e Basilicata. Esaurito il budget destinato alla mobilità sanitaria, sono state sospese le prestazioni programmate per i residenti della Basilicata. Restano garantiti pronto soccorso, urgenze e interventi salvavita.
Lo stop ai ricoveri dei pazienti lucani al Miulli riguarda da vicino soprattutto la provincia di Matera. Da anni, infatti, numerosi cittadini lucani scelgono l’ospedale di Acquaviva delle Fonti per visite, ricoveri e interventi.
Il problema nasce dai limiti economici previsti per la mobilità sanitaria tra Basilicata e Puglia. Una questione amministrativa che adesso produce conseguenze concrete per i pazienti.
Miulli e pazienti lucani: il problema del budget
Alla base della vicenda c’è l’accordo sulla mobilità sanitaria tra Puglia e Basilicata.
Le due Regioni avevano previsto un particolare meccanismo per alcune prestazioni ad alta complessità. Queste prestazioni non sarebbero state conteggiate nel normale tetto di spesa.
La scelta teneva conto anche del ruolo del Miulli. L’ospedale di Acquaviva delle Fonti rappresenta infatti un importante punto di riferimento per molti residenti della provincia di Matera.
Il Ministero dell’Economia ha però sollevato rilievi sul meccanismo adottato. Il principio è che anche le prestazioni effettuate da una struttura privata accreditata per conto del Servizio sanitario devono rispettare precisi limiti economici.
Di conseguenza, le prestazioni sono tornate a incidere sul budget disponibile.
Esauriti i fondi destinati alla Basilicata
Il nodo principale è proprio quello delle risorse.
Il budget complessivo per la mobilità sanitaria del Miulli è pari a circa 13 milioni di euro. Di questi, circa 8 milioni riguardano la Basilicata.
Le risorse destinate ai pazienti lucani risultano ormai esaurite.
Per questo motivo è scattato lo stop ai ricoveri programmati dei pazienti lucani al Miulli.
Non significa, però, che l’ospedale abbia chiuso completamente le porte ai residenti della Basilicata.
Urgenze e interventi salvavita restano garantiti
Lo stop riguarda l’attività programmata, cioè gli interventi e i ricoveri che possono essere pianificati.
Restano invece garantiti il pronto soccorso, le urgenze e gli interventi salvavita.
La distinzione è importante. Chi si trova in una situazione di emergenza continuerà quindi a ricevere assistenza.
Il problema riguarda soprattutto i pazienti che avevano programmato o devono programmare un ricovero o un intervento non classificato come urgente.
Il paradosso per i cittadini di Matera
La situazione produce un evidente paradosso.
Un cittadino residente in Basilicata può teoricamente ricevere determinate prestazioni sanitarie fuori regione presso strutture che dispongono ancora delle necessarie risorse economiche.
Potrebbe quindi rivolgersi anche a ospedali molto lontani dalla propria residenza.
Lo stesso paziente può invece incontrare difficoltà ad accedere in maniera programmata al Miulli di Acquaviva delle Fonti, nonostante la struttura sia geograficamente molto più vicina alla provincia di Matera.
È uno degli effetti del sistema della mobilità sanitaria italiana. La possibilità di scegliere una struttura fuori dalla propria regione deve infatti confrontarsi con budget, accordi regionali e tetti di spesa.
Il Miulli è un riferimento per il territorio materano
La vicenda assume un’importanza particolare per Matera e per diversi comuni della provincia.
Tra il territorio materano e la Murgia barese esistono collegamenti quotidiani che vanno oltre i confini amministrativi.
La vicinanza geografica ha contribuito negli anni a rendere il Miulli un punto di riferimento sanitario anche per numerosi cittadini lucani.
Per un residente della provincia di Matera scegliere Acquaviva delle Fonti può significare raggiungere una struttura relativamente vicina, evitando spostamenti di centinaia di chilometri.
Puglia e Basilicata devono trovare una soluzione
Adesso la questione torna sul tavolo delle due Regioni.
Puglia e Basilicata dovranno trovare una nuova intesa che rispetti i limiti economici previsti e, nello stesso tempo, tenga conto delle reali esigenze sanitarie dei cittadini.
Una soluzione appare particolarmente importante per un territorio nel quale i confini regionali non coincidono sempre con le normali abitudini delle persone.
In assenza di un nuovo accordo, il problema potrebbe protrarsi fino alla disponibilità delle nuove risorse previste per il prossimo periodo di spesa.
Mobilità sanitaria, un confine che pesa sui pazienti
Lo stop ai ricoveri dei pazienti lucani al Miulli riporta quindi al centro un problema più ampio: quello della mobilità sanitaria tra regioni confinanti.
Da una parte esistono regole economiche che devono essere rispettate. Dall’altra ci sono pazienti che scelgono una struttura anche sulla base della vicinanza, della specializzazione e del rapporto di fiducia costruito nel tempo.
Il caso Miulli dimostra quanto sia necessario trovare un equilibrio tra questi due aspetti.
Per Matera e per la Murgia il tema è ancora più evidente: può un confine regionale diventare un ostacolo quando, per i cittadini, Acquaviva delle Fonti rappresenta uno dei punti di riferimento sanitari più vicini?
