Frode sui fondi europei nel Materano: due imprenditori agricoli denunciati per presunti contributi irregolari superiori a 550mila euro. Immagine illustrativa.
Frode sui fondi UE nel Materano: la Guardia di Finanza ha denunciato due imprenditori agricoli, accusati di aver ottenuto indebitamente contributi europei per oltre 550mila euro. Al centro dell’indagine ci sono alcune richieste di finanziamento presentate all’Agea, nonostante la presunta mancanza dei requisiti necessari.
Frode sui fondi UE nel Materano: cosa hanno scoperto le Fiamme Gialle
Un’indagine della Guardia di Finanza di Matera ha portato alla luce un presunto sistema irregolare di accesso ai finanziamenti europei destinati all’agricoltura.
Due imprenditori agricoli della provincia sono stati denunciati per truffa aggravata finalizzata al conseguimento di erogazioni pubbliche. Secondo gli investigatori, i contributi oggetto degli accertamenti superano complessivamente i 550mila euro.
L’operazione è stata condotta dai militari del Gruppo Matera, che hanno esaminato la documentazione amministrativa delle imprese coinvolte.
In particolare, i controlli si sono concentrati sulle domande presentate per ottenere gli aiuti economici previsti dalla Politica agricola comune dell’Unione europea.
Contributi agricoli e dichiarazioni contestate: il ruolo dell’Agea
Secondo quanto comunicato dalla Guardia di Finanza, i due imprenditori avrebbero presentato all’Agea, l’Agenzia per le erogazioni in agricoltura, domande contenenti dichiarazioni non veritiere.
L’obiettivo, secondo l’ipotesi investigativa, sarebbe stato quello di accedere ai finanziamenti disciplinati dal Regolamento CE n. 73/2009, relativo al sostegno economico agli agricoltori.
Tuttavia, dall’analisi dei documenti sarebbe emersa una circostanza determinante: i soggetti coinvolti non avrebbero più avuto la disponibilità giuridica dei terreni indicati nelle richieste di contributo.
Proprio questo elemento rappresenta uno degli aspetti centrali dell’indagine sulla presunta frode ai fondi europei nel Materano.
Terreni agricoli tornati all’Ismea dopo il mancato pagamento delle rate
La vicenda riguarda alcuni fondi agricoli originariamente acquistati attraverso l’Ismea, l’Istituto di servizi per il mercato agricolo alimentare.
L’acquisto era avvenuto con la formula del patto di riservato dominio, un meccanismo contrattuale attraverso il quale il trasferimento definitivo della proprietà è subordinato al pagamento delle rate previste.
Secondo la ricostruzione delle Fiamme Gialle, il mancato rispetto degli obblighi contrattuali avrebbe determinato il ritorno dei terreni nella proprietà dell’ente.
Di conseguenza, gli imprenditori avrebbero perso il titolo giuridico necessario per richiedere i contributi agricoli riferiti a quei fondi.
Nonostante questa situazione, secondo gli investigatori, sarebbero state ugualmente presentate le domande per ottenere gli aiuti comunitari.
Coinvolta anche la Procura Europea
Gli accertamenti non si sono fermati alla denuncia dei due imprenditori agricoli.
La Guardia di Finanza ha infatti trasmesso gli atti anche alla Procura Europea (EPPO), l’organismo competente a perseguire i reati che danneggiano gli interessi finanziari dell’Unione europea.
Inoltre, la vicenda è stata segnalata alla Procura regionale della Corte dei Conti per la Basilicata, affinché venga valutata l’eventuale esistenza di un danno erariale.
Si tratta quindi di un’indagine che interessa sia la possibile responsabilità penale dei soggetti coinvolti sia le eventuali conseguenze economiche per le risorse pubbliche.
Fondi europei in agricoltura: l’importanza dei controlli
Il caso riporta l’attenzione sul sistema di verifica dei contributi pubblici destinati alle imprese agricole.
Le risorse della Politica agricola comune costituiscono uno strumento importante per sostenere le attività produttive, soprattutto nei territori in cui l’agricoltura rappresenta una componente significativa dell’economia locale.
Per questo motivo, la corretta assegnazione dei finanziamenti assume particolare rilevanza.
La vicenda emersa nel Materano evidenzia quanto sia importante verificare non soltanto le dichiarazioni presentate dalle aziende, ma anche l’effettiva disponibilità dei terreni per i quali vengono richiesti gli aiuti.
Resta fondamentale precisare che le accuse sono attualmente contestazioni investigative. La responsabilità penale dei due imprenditori dovrà essere eventualmente accertata nelle sedi giudiziarie competenti, nel rispetto della presunzione di innocenza.
